
Il Museo Diocesano
è ubicato a fianco della Cattedrale Metropolitana, quasi un suo ideale prolungamento,
nei locali dell’Oratorio e pertinenze della estinta Confraternita del Suffragio.
Il Museo vuole raccontare la storia e le espressioni artistiche di una vasta
comunità, sparsa nella Arcidiocesi fermana che consta di ben 74 Comuni,
tutti profondamente legati alla Cattedrale e a quanto significa.
Le opere sono, infatti,
una scelta di quelle conservate nel Tesoro della Cattedrale stessa, con l’aggiunta
di altre provenienti dall’Arcivescovado, da chiese di Fermo e dalla Arcidiocesi.
Vi sono esposte testimonianze di un arco di tempo che dall’arte paleocristiana
giunge fino agli inizi del ‘900, ripercorrendo le diverse fasi costruttive della
Chiesa, la presenza di insigni vescovi, i rapporti con il papato, la liturgia,
la devozione.
Poiché le suppellettili, gli arredi, i dipinti, i paramenti hanno sempre un
preciso riferimento al culto cristiano nei molti secoli di storia e hanno impresse
le norme delle diverse riforme liturgiche, spesso risultano di difficile
interpretazione ed è arduo coglierne il valore, il significato, l’uso.
Tutto ciò ha indotto a pensare e organizzare una esposizione per
tipologie omogenee, seguendo poi, all’interno di ognuna di esse, epoche e stili.
Le sezioni più ampie sono così costituite: Sala dell’Argenteria
(calici, ostensori, pissidi, reliquiari, ecc…), suppellettili sacre di splendida
fattura, tra cui un calice gotico, un tempietto in lapislazzuli, il servizio
pontificale del card. Brancadoro del celebre orafo G. L. Valadier, l’ostensorio
del card. De Angelis, lavori di celebri argentieri e orafi romani e locali (Piani,
Raffaelli); le Sale dei Paramenti sacri dal 1600 agli inizi del 1900. Collocazione
particolare è riservata alla Casula di San Tommaso Becket, frutto dell’arte
tessile di origine araba datata al 1116, dono alla Chiesa fermana della madre
del Santo in ricordo dell’amicizia tra San Tommaso e un vescovo fermano, Presbitero.
La Quadreria poi si dispiega in due sale e raccoglie opere di celebri artisti: Marino Angeli, Vittore Crivelli, Carlo Maratta, Pomarancio, Corrado Giacquinto, Hayez, Luigi Fontana.
All’ingresso nella prima grande sala sono raccolti autentici capolavori, la parte più cospicua del Tesoro della Cattedrale: vi si possono ammirare, infatti, il Messale De Firmonibus miniato nel 1436 da Ugolino da Milano, un messale miniato del 1200, la stauroteca di Pio III, il pastorale in tartaruga e madreperla dono di Papa Sisto V, il monumentale ciborio in bronzo dei fratelli Lombardi-Solari, sec. XVI
Aperto tutti i giorni
dalle 10.30-12.30 e dalle 16.00- 20.00
Giovedì di luglio in occasione del Mercatino dell’Antiquariato orario continuato fino alle 22.00
Ingresso 3,00 intero; 2,00 ridotto,
ingresso gratuito per bambini fino a 7 anni
Facilitazioni per gruppi e scuole
Per informazioni e prenotazioni
Museo Diocesano tel. 0734 229350
Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici:
tel. 0734 2209241- fax 0734 2209231
e- mail diocesi.beniculturali@virgilio.it