La Cattedrale

La Cattedrale
La Storia

 

Sul margine orietale del Girfalco si eleva la maestosa mole della cattedrale dedicata all'Assunta edificata su un'area che presenta una interessante stratificazione di resti architettonici risalenti all'epoca romana e all'alto Medioevo. Durante gli scavi effettuati negli anni 1934-35 sotto il pavimento del duomo, furono infatti messi in luce resti murari di età imperiale con laterizi recanti bolli dell'età di Antonio Pio e più consistenti strutture murarie e pavimentali della basilica paleocristiana risalente al VI secolo. Quest'ultima era a tre navate divise in file di quattro colonne con presbiterio rialzato; delle decorazioni musive del pavimento rimane oggi in vista soltanto quella absidale, raffigurante due pavoni araldicamente disposti ai lati di un kàntharos sormontato dal chrismon, motivo dipendente dalla cultura ravennate. L'antica basilica, ampliata al tempo del vescovo Lupo (826-844), venne distrutta nel 1176 da Cristiano di Magonza, per ordine del Barbarossa. Cinquant'anni più tardi, la cattedrale veniva ricostruita da Giorgio da Como, come indica una lapide posta sulla facciata, recante la data 1227; della elegante struttura gotica rimangono oggi soltanto il prospetto e la torre campanaria, mentre il resto dell'edificio risale a un intervento realizzato nel Settecento dal vescovo Minnucci. La facciata in pietra d'Istria, scandita da sottili lesene, presenta al centro un elegante portale con fasci di colonne scolpite, sormontato da un'ampia cuspide racchiudente la statua della Vergine: in asse è posto il grande rosone con dodici colonnine decorate con motivi tortili e a spina di pesce, desinenti in eleganti archi tribolati ravvivati da tessere musive policrone, opera dello scultore fermano Giacomo Palmieri (1348). Il lato sinistro è occupato dalla torre campanaria, il cui inserimento in corrispondenza della navata laterale ha forse determinato la caratteristica asimmetrica della facciata, il cui culmine non corrisponde alla posizione del portale e del rosone.