Tutela Ambientale

Progetto approvato dal Consiglio Centrale nella riunione del 19.02.2000 a Milano

Riorganizzazione della Tutela Ambiente Montano (TAM):

costituzione dell'Agenzia per l’Ambiente, costituzione dell’Osservatorio tecnico per l’Ambiente, decentramento ruoli delle Commissioni regionali ed interregionali e delle Delegazioni.

Obiettivo

La complessità e l'emergenza dei problemi ambientali derivante dai rischi connessi all'effetto moltiplicatore della tecnica e dei nuovi "universi artificiali" sulle trasformazioni delta natura dei territori montani - di per sé strutturalmente fragili - richiede un ripensamento profondo da parte del CAI per l’assolvimento dei compiti statutari in materia eco-protettiva.

La prima (in senso cronologico) struttura ambientalistica del CAI (Commissione Protezione Natura Alpina) rispecchiava una visione tardo-romantica dell'ambiente incentrata su una filosofia di tipo estetizzante (più interessata a mettere in luce la dimensione del "pittoresco" che quella del "degrado"). Da qui la necessità di imboccare una strada nuova, anche nel nome: Tutela Ambiente Montano, più attenta alle nuove emergenze e capace di dialogare con il mondo ambientalista senza "svendere" la cultura identitaria del CAI.

L'operato di tale commissione TAM nel corso dell'ultimo decennio ha messo in evidenza grosse difficoltà vuoi di natura propositiva che operativa. La TAM, infatti, in qualità di organo tecnico consultivo dell'Ente, si è trovata a vivere e a gestire, talvolta traumaticamente, l'ambivalenza costitutiva del suo essere un organismo particolare chiamato a misurarsi con scelte di valenza politica. Ecco perché dalla comprensibile situazione di ambivalenza, difficile da risolvere e perciò fisiologica, è scivolata periodicamente verso forme di ambiguità, tali da produrre lacerazioni e conflitti all'interno del Sodalizio. Il contesto esterno del movimento ambientalista si è fortemente evoluto grazie a strutture agili e sulle capaci di rapportarsi in tempi non "geologici" con gli apparati politico-legislativi preposti al governo del territorio. Da ciò il rischio di una progressiva emarginazione del CAI dai tavoli di concertazione ed una mai piena legittimazione "sostanziale", anche se formalmente riconosciuta, da parte delle Associazioni di tutela ambientale e di talune strutture istituzionali.

L'evoluzione dei tempi e la necessità di una svolta avvertita ormai da gran parte del Corpo Sociale ci pone nella condizione di porre mano ad uno riordino che consenta, quale obiettivo, l’assolvimento, non formale, dell'obbligo statutario di tutela dell'ambiente naturale montano pur consapevoli che la tutela ambientale non è compito esclusivo del Club, a differenza delle Associazioni ambientalistiche a pieno tempo, e che parte dei nostri soci ha una percezione della tutela culturalmente "diversa" dalle altre associazioni.

Per il raggiungimento dell'obiettivo enunciato si individuano le Azioni coerenti che definiscano i punti di riferimento, le strutture, le competenze e le responsabilità all'interno dell'Associazione.

AZIONE I - Agenzia per l'Ambiente
AZIONE 2 - Osservatorio tecnico per l'ambiente
AZIONE 3 - Ruoli e decentramento

Azione 1 – Agenzia per l’Ambiente

E' composta:
- dal Presidente Generale, che può delegare un Vice-Presidente Generale;
- da un Consigliere centrale, con funzioni di Coordinatore;
- dal Consigliere centrale referente TAM;
- da uno o più Consiglieri centrali con compiti specifici.

1 - Il Presidente Generale, con delega al Vice-Presidente e/o ai Consiglieri centrali o altre persone di sua fiducia nominate dal Consiglio centrale o dal Comitato di presidenza in caso di urgenza, è il portavoce ufficiale del CAI nei pubblici consessi, presso i ministeri, l'ANPA e nelle associazioni ambientaliste nazionali ed internazionali oltre agli organismi presso i quali il CAI dispone di propri rappresentanti (UIAA, CAA, UNCEM, CIPRA, ASSOMIDOP, CLAPM, ecc.)
2 - Il Consigliere centrale referente TAM segue l'attività dell'Organo tecnico centrale, coordina i rapporti tra la Commissione centrale per la Tutela dell'Ambiente Montano e gli altri Organi tecnici centrali; raccorda i rappresentanti del CAI negli Organismi esterni al CAI a carattere ambientale; coordina l'Osservatorio tecnico per l'ambiente
3 - Uno o più Consiglieri centrali, con compiti specifici di volta in volta delegati, seguono il Gruppo di lavoro CAI per i Parchi, curano i rapporti con le strutture formative (Università della Montagna, Servizio Scuola); intrattengono rapporti con le altre Associazioni Ambientaliste nazionali; seguono le azioni del CAI presso i Ministeri competenti e intrattengono rapporti con i corrispondenti organismi europei e le Istituzioni UE.

Azione 2 – Osservatorio tecnico per l’Ambiente

Istituzione di una nuova struttura a carattere permanente presso la Sede Centrale con i seguenti compiti:
- sportello unico in materia ambientale a servizio delle Sezioni
- archivio nazionale di documentazione (legislazione, informazione tecnico-scientifica, attività varie)
- supporto tecnico in materia ambientale agli OTC, alle Delegazioni, ai Convegni, al Servizio scuola, ai Gruppi di lavoro

E' composto:
- da un esperto professionale con laurea o diploma di scuola media superiore affine alla materia, con funzione di responsabile operativo
- da personale volontario con mansioni d'ordine
- dal segretario della CCTAM, se scelto al di fuori dei componenti l'OTC

Azione 3 – ruoli e decentramento

1 - La Commissione Centrale per la tutela dell'ambiente montano mantiene le competenze e le modalità di costituzione cosi come previsto dalle delibere del Consiglio centrale in data 30/06/84 (Costituzione) e 15/09/84 (Approvazione del regolamento).

In particolare dovrà:
- indirizzare l'attività degli OTP TAM ed approvarne i regolamenti;
esprimere pareri e proposte di nomine in organismi esterni CAI a richiesta del Consiglio centrale;
- supportare il Consiglio centrale con pareri su problemi di rilevanza nazionale o internazionale;
- rapportarsi con OTP TAM per il controllo delle attività periferiche di presenza e monitoraggio del territorio;
- promuovere la formazione periferica e trasversale in sintonia con la costituenda Università della Montagna;
- organizzare Convegni e Corsi a carattere nazionale anche avvalendosi degli OTP;
- essere di supporto e indirizzo per la realizzazione di progetti specifici sul territorio a carattere nazionale e/o comunitario U.E., da realizzarsi a mezzo degli OTP, delle Sezioni e delle Delegazioni.

2 - Organi Tecnici Periferici TAM:
l’organizzazione politico-amministrativa dello Stato Italiano si concentrerà sempre più a livello regionale ed in tale sede si concretizzeranno i provvedimenti legislativi di maggior interesse per il CAI; le Delegazioni regionali sono già ora, ma lo saranno sempre più, il naturale riferimento del CAI nei confronti delle Istituzioni territoriali e ad esse gli OTP forniranno supporto tecnico consultivo: da queste considerazioni deriva la necessità di rilanciare fortemente gli OTP TAM, trasferendo ad essi le opportune risorse finanziarie, ed esercitando maggiore attività di indirizzo, coordinamento e controllo sull'operatività di tali organismi da parte della CCTAM.

Gli OTP dovranno strutturarsi preferibilmente su scala regionale, in modo da consentire la più ampia rappresentatività delle diverse realtà territoriali (Province, Aree protette), soprattutto nelle regioni alpine, o ad elevata frequentazione, per un migliore controllo del territorio, una più capillare formazione periferica ed una promozione delle attività di sensibilizzazione presso le Sezioni.

In particolare l'OTP TAM ha specifiche competenze su:
- formazione degli operatori TAM in attesa della costituzione dell'Università della Montagna;
- valutazione d'impatto ambientale per interventi edilizi nei rifiugi e opere alpine fornendo il proprio parere alle Delegazioni e informandone la CCTAM (per attuare questo punto occorre modifìcare l'art. 3 comma 3 del regolamento generale rifugi);
- promozione, attraverso le Delegazioni regionali, dell’istituzione di Aree protette nell'ambito di propria competenza;
- collaborazione con gli Enti di gestione delle stesse e attuazione delle intese sottoscritte;
- l’attuazione di progetti specifici sul territorio anche mediante forme di gestione diretta;

3 - Gruppo di lavoro CAI per i parchi: è costituito dai Soci CAl presenti nei Consig1i di Amministrazione dei Parchi nazionali, da Soci portatori di competenze specifiche nominati dal Consiglio Centrale su proposta del Comitato di Presidenza, dal Presidente della CCTAM o suo delegato, e dal Consigliere Centrale delegato per i rapporti con il gruppo; all'interno dei componenti nomina il presidente che dura in carica tre anni ed è sempre rieleggibile (occorre rivedere la delibera del C.C. n° 70 del 28105194).

Esprime parere per la designazione di candidati a ricoprire il ruolo di rappresentanti delle Associazioni Ambientaliste nei Consigli di Amministrazione dei Parchi;
attiva tavoli di concertazione con le altre Associazioni Ambientaliste pertinenti la gestione delle aree protette;
esprime pareri su atti e documenti che regolano i rapporti tra il CAI e gli Enti di gestione delle aree protette;
si adopera per l'attuazione della Legge 394/91 e successive in materia.

Per il suo funzionamento e per i propri programmi, preventivamente approvati dal C.C., è dotato di apposito stanziamento di fondi.

Gruppo che ha redatto lo studio: Vice Presidente generale Salsa; i Consiglieri centrali Gorret (coordinatore), Di Donato, Martini e Zannantonio.